martedì 17 dicembre 2013

Orfani 3 - Appeso a un filo



Buuuongiorno gente e bentornati sul Jojo’s Comics Club! oggi con la nuova uscita torno a parlare di un fumetto italiano molto chiacchierato, forse il fumetto italiano più chiacchierato del momento viste le aspettative che si erano creati i lettori fin da prima che il primo numero sbarcasse in edicola, parlo del 3° numero di Orfani!



Orfani, creato da Roberto Recchioni, fin dal primo numero ha subito diviso gli acquirenti, chi ne parlava male e chi ne parlava bene, comunque se ne parlava, e già questo è un bene per il nuovo nato di casa Bonelli. Orfani è un racconto abbastanza atipico, per come viene raccontato, visto che narra le vicende di un gruppo di ragazzini sopravvissuti ad un attacco alieno, e in ogni albo troviamo per le prime 50 pagine il loro addestramento per diventare soldati, e per le seconde 50 li troviamo invece più cresciutelli, in missione per contrattaccare a quei dannati alieni che hanno spazzato via parte del mondo. È atipico, per come è strutturato mentre per come è raccontato risulta un fumetto molto citazionistico e che al primo impatto in molte cose può risultare famigliare a tanti. 
Secondo me è un fumetto mainstream, si può tranquillamente definire così e è qualcosa con la quale nuovi ragazzini si possono avvicinare al mondo del fumetto italiano, inutile tornare a dire che il numero 0 veniva regalato al Gamestop, inutile dire ancora che ricorda Halo, che ricorda Mass Effect e chi più ne ha più ne metta. Il problema, è che la gente si lamenta di questo…ma invece il fumetto è stato proprio concepito per essere cosi, mi ritrovo a scrivere di una cosa secondo me ovvia ma la specifico perché mettendo le mani avanti credo non sia così ovvio per tutti. Recchioni è un autore che stimo, e basta dare un occhiata a una qualsiasi cosa scritta da lui per capire che è una persona molto colta dal punto di vista cinematografico, letterario e video ludico. Non credo che abbia bisogno di mettersi a copiare idee già esistenti, bensì credo che questo fumetto sia fatto apposta così, perché a suo modo vuole essere innovativo per come viene presentato, per essere gradito dai vecchi lettori così come vuole essere famigliare e mainstream nei contenuti appunto per attirare nuovi lettori. Questo terzo numero è quello che mi è piaciuto più di tutti, focalizzato quasi interamente su Ringo, un personaggio ben caratterizzato e abbastanza stereotipato, disposto a mettere da parte l’orgoglio in pochi fortunati casi. Anche in questo numero come nei precedenti ho trovato la prima parte, quella dell’addestramento, molto accattivante, fluida, bella da leggere, interessante nelle vicende mentre la seconda parte, quella del contrattacco agli alieni, che nei primi due casi mi era risultata una mezza ciofeca questa volta mi è piaciuta al pari della prima parte. 

Probabilmente è il personaggio che spinge, un personaggio con una caratterizzazione così forte forse può reggere da solo il peso dell’albo, cosa che invece altri personaggi forse non sono, non saranno, in grado di fare. La seconda parte come sempre, ripeto, è molto mainstream, è quella parte che attira l’ipotetico nuovo lettore medio, l’ipotetico frequentatore medio del Gamestop appunto, Orfani non è un fumetto brutto, anzi, è opera che sa perfettamente dove andare a parare ed è esattamente quello che vuole essere. Qui i disegni sono di Gigi Cavenago, un artista veramente ottimo, alcune vignette sono veramente fantastiche! Comunque non c’è molto da parlare male in effetti, ne molto di cui lamentarsi, la domanda in soldoni è una sola, Orfani è un fumetto che fa per me? Mi va di vedere degl’alieni arancioni? Se hai 30 anni è inutile lamentarsi che Orfani non fa per te, che non ti piace perché questo è un fumetto indirizzato a lettori che hanno molto meno dei tuoi anni…secondo voi la Bonelli dopo millemila anni che vende Tex, Natan Never, Dylan Dog, in bianco e nero a gente di tutte l’età si mette a fare un fumetto interamente a colori per orientarlo allo stesso target dei lettori di Tex? Ma certo che no, inutile continuare a riempire le file di lettori 50enni senza avere i gggiovani! Personalmente non sono ancora sicuro se mi piace oppure no quest’opera, nel dubbio, continuo a comprarlo…

Ah dimenticavo, le copertine di Carnevale sono sempre una goduria.

Continuerete a seguire la serie?


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